Movimento 5 Stelle perché ho perso la fiducia

Simpatia per il Movimento 5 Stelle

Avevo simpatia per il M5S, anche se ho sempre avuto dubbi sul fatto che questo movimento si potesse annoverare tra i movimenti veramente democratici.

Questo fatto, tra l’altro, dopo le modalità con le quali la sinistra ha interpretato la democrazia e la disinvoltura del grande vecchio dell’ex PC, non mi sembrava un difetto insuperabile.

Dubbi sulla democrazia interna

Tornando ai dubbi… giustificati sia dal percorso di nascita del M5S (ricordate l’aggressività a brutto muso di Grillo sui primi blog?) sia per la loro organizzazione interna che se è vero che la organizzazione deve evolvere per non morire, a me sembra che questa… diciamo “evoluzione” che c’è stata e che si annuncia è un po’ troppo flessibile, del tipo di quella che, qualunque forma essa assuma (anche troppo frequentemente e superficialmente) la sostanza non cambia: non si sfugge al duo Grillo-Casaleggio.

Se volete è come il bel disegno naturale di un pezzo di marmo pregiato ma attraversato da una venatura che disturba il disegno complessivo e che a volte si attenua e a volte si intensifica infirmando di molto il valore del marmo.

Perché ho perso la fiducia

Perché ho perso fiducia? Un paio di fatti recenti: la vicenda del giornalista della Stampa, un po’ critico sul movimento, che è stato respinto alla kermesse in onore di Casaleggio padre con un falso pretesto; e l’atteggiamento da bulletto di Giggino Di Maio quale candidato premier.

Se c’è una cosa sacra nella DEMOCRAZIA, dopo il concetto stesso di DEMOCRAZIA, troppo spesso mistificato come ad esempio i risultati dei referendum del tutto disattesi, la destituzione di governi eletti dal popolo, la nomina di governi fantoccio e distruttivi, ecc. è la LIBERTA’ DI STAMPA, la libertà di avere opinioni diverse e di poterle esprimere liberamente senza censure o paure di ritorsioni, ovviamente sempre entro i limiti concessi dal vivere civile.

Precisazione di Casaleggio jr.

Bene, oggi Casaleggio jr. si assume la responsabilità di aver bloccato il giornalista Jacopo Iacoboni, quasi a voler discolpare il M5S, ma il M5S è lui, è Grillo oltre al simpatico Di Maio che però sembra un po’ frastornato, un pelino inadeguato e che cambia idea un po’ troppo frequentemente passando allegramente dal bianco al nero e viceversa come se si fosse spostato di un solo mezzo tono.

L’inadeguatezza di Di Maio non deriva dal fatto di aver fatto lo steward allo stadio di Napoli ma dal fatto che pretende, essendo arrivato secondo, ma sarebbe la stessa cosa se fosse arrivato primo (senza raggiungere la maggioranza), di scegliersi gli interlocutori: questo si e questo no! Salvini si , Berlusconi no, Renzi no, ecc.

 

Nè di destra né di sinistra

Questo comportamento che poi è il comportamento del M5S fa comprendere quale affidabilità possa offrire questo movimento troppo eterogeneo e dove chiunque si sente autorizzato, in base alla norma 1 vale 1… o quasi… di piegare la realtà ai propri desiderata.

In effetti con non chalance, ogni tre parole, ripetono “noi non siamo né di destra né di sinistra”  ma quasi tutti provengono da sinistra e la stragrande maggioranza non ha solidi studi e soprattutto solida esperienza di economia, tanto che pensano corretto dispensare o meglio “ridistribuire” reddito senza preoccuparsi di chi questo reddito lo produce o deve produrlo. Non capiscono o fanno finta di non capire che il reddito che si distribuisce in questo modo ha la caratteristica di ridursi ad ogni passaggio e se non fortemente ripristinato con nuova ricchezza è destinato a ridursi fino a scomparire.

Chi ben comincia è a metà dell’opera

Un altro esempio? Il Dr. Fico, nuovo presidente della camera dei deputati ha ribadito che in brevissimo tempo avrebbe abolito i vitalizi per gli ex parlamentari, anche senza il nuovo governo in carica. Bene,  però  dopo la sceneggiata del viaggio sull’autobus con tanto di fotografi e cineoperatori al seguito, la prima azione ufficiale come presidente è stato quello di derogare al regolamento e permettere, con tutti i costi aggiuntivi che ciò comporta, al partito Liberi e Uguali di avere un gruppo parlamentare proprio pur non raggiungendo (solo 14) il numero minimo di parlamentari (20) che il regolamento prevede.

La probabile giustificazione è che in passato le deroghe sono state moltissime, ma… non si doveva cambiare? Il vecchiume non proviene solo da Arcore? Ma non dovevamo ridurre i costi della politica? O invece questo strappo alla regola si può fare per un partito di sinistra) e magari non si farà o non si sarebbe fatto per un altro qualsiasi partito?.

Gli endorsment in generale

Chiudo con un altro pensiero che ho già espresso con altri mezzi ossia i cosiddetti endorsment di personaggi noti al pubblico. Ieri Adriano Celentano ha detto che l’incarico di fare il governo si deve dare a Di Maio… mi dite perché l’opinione di Celentano dovrebbe pesare più della mia? Non basta che l’emerito Presidente della Repubblica porti avanti delle consultazioni parallele per favorire chi dice lui? Non sarebbe bene che Il Presidente della Repubblica, quello non emerito ma in carica si esprimesse su questo versante? O della percezione del popolo populista non frega niente a nessuno, ribadendo non a parole ma nei comportamenti che il voto è una iattura e sarebbe meglio non indire più elezioni politiche?  Ciceronicamente: mala tempore currunt!.
 



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