Elezioni politiche e mistificazione

Mistificare le elezioni politiche

Se qualcuno fosse interessato ad un’accezione più puntuale del verbo “mistificare” può verificarlo su qualsiasi vocabolario. Oppure cercare su Google… a beneficio degli internautici curiosi e pignoli.
Si potrà notare che entrambe le definizioni riportate, sebbene distinte, hanno un significato pratico identico: raccontare una cosa per un’altra, per avere un tornaconto che, quasi sempre, è prima personale e poi di gruppo di appartenenza.

E’ ciò che sta ri-accadendo, quasi come un rito dopo ogni consultazione politica.

La legge elettorale Rosatellum (Rosatellum non tanto dal nome del PD Rosato ma come il noto vino né bianco né rosso) ha conseguito appieno gli obiettivi prefissati, ossia quello di non permettere un governo forte e decisionista, costringendo, se mai si dovesse arrivare ad un governo, a forme di collaborazioni innaturali anche tra gruppi politici non solo diversi ma che di recente (nel corso della campagna elettorale) se ne sono dette di tutti i colori… ora dovrebbero mettersi insieme per l’interesse della nazione! Qui starebbero bene due faccine-social una che ride fino alle lacrime e una che piange fino alla disperazione.

Risultati della consultazione elettorale

Essenzialmente hanno vinto: il M5S come singolo partito (221 parlamentari alla Camera e 112 senatori) e come coalizione ha vinto il CD (centrodestra) ottenendo 263 parlamentari alla Camera e 137 Senatori).
Come tutti sanno la Camera è composta da 630 parlamentari mentre il Senato è composto da 315 senatori. Per governare è necessario raggiungere la cosiddetta maggioranza assoluta ossia il 50%+1 che significa 316 onorevoli e 161 senatori.

Per avere la maggioranza

Senza avere il premio Nobel per la matematica si può constatare che al CD mancano 53 onorevoli e 24 senatori mentre al M5S mancano 95 onorevoli e 49 senatori.
Se sul versante dei vincitori è chiaro che hanno vinto il CD e il M5S e potrebbe giustificarsi un minimo di dubbio su chi ha vitno di più, mentre sul versante degli sconfitti non ci sono dubbi ha perso la sinistra in tute le sue forme quella più a sinistra di LeU e quella più moderata del PD.

Chi di dovere (senza far nomi il Presidente della Repubblica Mattarella) dovrebbe tenere in debito conto questo particolare, se volgiamo in qualche modo mantenere una parvenza di democrazia in Italia, dopo le ultime esperienze che ne hanno minato lo stesso concetto di base, sovvertendo nel 2011 il risultato delle elezioni e sostituendo l’ultimo governo eletto dal popolo con quattro governi di nominati.

In altri termini il popolo, il titolare del diritto democratico, ha scelto in modo chiaro ed inequivocabile che la politica portata aventi dai quattro governi Monti, Letta, Renzi e Gentiloni non hanno conseguito risultati apprezzati dal popolo, il popolo non ha condiviso la politica economica, la politica sociale e la politica estera.

Sconfitti che pontificano e non si nascondono

Dopo il lungo tempo che è stato necessario per avere dati certi sui risultati della consultazione, dopo un primo momento di sbigottimento ecco che le forze politiche, ma direi soprattutto l’establishment del politicamente corretto, i cosiddetti opinion leader, i giornalisti super collocati a sinistra, i soliti super intelligenti, i trombati (ops! Non è nel mio stile ma stavolta ci sta troppo bene) hanno cominciato a farsi sentire, tutti sulla stessa lunghezza d’onda: il PD e anche LeU devono accordarsi con il M5S. Che poi la coalizione del centro destra abbia avuto molti più voti del M5S non interessa a nessuno… almeno così sembra.

D’Alema, Emiliano, Chiamparino, Fratoianni, e tanti altri quasi tutti tra i principali responsabili delle politiche che hanno affossato, forse per sempre la sinistra, continuano a dare consigli, a dire cosa bisogna fare, anzi suggerendo non solo di insistere in quelle politiche ma di essere più incisivi, tipo ius soli, tasse, patrimoniali, ecc.

Cosa accadrà?

Lo stesso Luigi Di Maio, in ogni discorso, continua a ripetere che il M5S non è né di destra e né di sinistra ma poi i suoi colleghi non fanno altro che predicare che molti degli elettori del M5S sono ex comunisti, ex PD, quindi è la via preferenziale.

Ma siamo certi che almeno l’82% degli onorevoli e l’83% dei senatori eletti nel PD intendo farsi fagocitare da coloro che non hanno risparmiato loro “complimenti” non lusinghieri nel corso della campagna elettorale?

Con la conseguenza di essere totalmente fagocitati come partito e come eredi di una storia di sinistra che nel bene e nel male è stata una parte essenziale della democrazia italiana? Sappiamo che in politica si può accettare tutto, con nonchalance si può concludere come dice il grande vecchio Eugenio Scalfari, se il M5S diventa la nuova sinistra che problema c’è? Sono pronto a votarli… dopo aver detto prima delle elezioni che avrebbe votato addirittura Berlusconi piuttosto che Di Maio.

Dicevamo all’inizio del significato di mistificazione…! Mio Dio e Mattarella aiutateci voi.

 



Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*