Il progetto-sogno di Alessandra

Il sogno di Alessandra.

Shakespeare diceva che siamo tutti bravi a dare buoni consigli per lenire il dolore…quando questo riguarda gli altri e non noi stessi!
Credo che in linea di massima avesse molta ragione e intendesse dire che trovarsi a vivere in prima persona un’esperienza è molto diverso dal sentirne solo parlare.
La saggezza insegna che l’unico modo per comprendere qualsiasi situazione, soprattutto la sofferenza, sia VIVERLA.
Questa è la ragione per la quale la maggior parte delle iniziative benefiche e delle attività di volontariato partono da gente che ha sofferto o che, comunque, è stata personalmente coinvolta in una determinata condizione di bisogno.

La guerra di Alessandra

Marco Rosati vive a Rieti ed è il marito di Alessandra, una giovane donna, che dopo aver coraggiosamente combattuto per sei lunghi e difficili anni, nel 2016, ha dovuto arrendersi alla malattia contro la quale aveva ingaggiato quella dura battaglia. Anzi, quella GUERRA.

Alessandra ha purtroppo lasciato suo marito, due bambini, di 12 e 6 anni, e un desiderio, che Marco, con amore e dedizione è riuscito a realizzare in sua memoria e che porta il nome di “Progetto Alessandra”.
Lei aveva 39 anni ed era bella. Lunghissimi capelli neri.

Uno dei più noti effetti della chemioterapia contro le patologie oncologiche è la caduta dei capelli. Oltre alla sofferenza fisica e psichica indotta dalla malattia stessa, la perdita dei capelli arreca un disagio psicologico forte, una ulteriore insicurezza, uno “smacco”, uno “schiaffo” alla propria identità.
Non solo ci si vede oggettivamente più “brutti” esteticamente, ma ci si sente come “uniformati” …come se quella testa priva di capelli fosse un segno distintivo del male, della bestia.

Anche se non c’è nulla di cui vergognarsi, in realtà ci si vergogna, aggiungendo sofferenza alla sofferenza e riducendo all’osso anche le relazioni sociali.

Il sogno di Alessandra

Alessandra lo sapeva questo…lo sapeva bene. Essendosi curata a Ravenna, aveva trovato lì un’Associazione, che forniva gratuitamente parrucche di alta qualità alle donne malate oncologiche.

Il marito ricorda che ogni volta che lei usciva da quel posto, ritrovava un po’ di sorriso e la sicurezza di uscire e mostrarsi al mondo. Il desiderio di Alessandra era di portare questa iniziativa nella sua città, a Rieti.

Marco ci è riuscito. Con il prezioso aiuto di altre associazioni di volontariato, egli ha creato questa realtà. In un locale, in determinati giorni, le donne sotto chemioterapia possono recarsi a scegliere la loro parrucca offerta gratuitamente.
Lì trovano parrucchiere professioniste, che le aiutano nella scelta di quella più adatta a loro e, se necessario, vi apportano delle modifiche. Tutto questo avviene in un clima di accoglienza e comprensione, nel quale non è necessario spiegare nulla, perché tutto si conosce già… Spesso le donne che si rivolgono all’associazione per la prima volta trovano lì ad aspettarle altre donne che hanno vissuto la stessa esperienza e hanno superato con successo la malattia, trovando in loro una forte motivazione a continuare a lottare.

La speranza di Alessandra

Ed ecco che torniamo a Shakespeare…Alessandra conosceva la mortificazione di perdere i capelli, e con loro una parte di femminilità, sapeva quanto fosse importante poter contare sull’aiuto e sul sorriso di quelle parrucchiere, che si comportavano con lei come con qualunque altra cliente.


Lei lo sapeva e per questo desiderava aiutare altre donne
. Non ha fatto in tempo a farlo in prima persona, ma suo marito Marco anche lui SA e quindi ha realizzato il desiderio di sua moglie.
Onore a voi e a quanti con voi collaborano.

Si potrà pensare che una parrucca non può risolvere i problemi di un paziente oncologico. È vero, è solo una goccia in mezzo al mare, ma quando in quel mare si sta annegando ogni cosa alla quale ci si può –aggrappare...SERVE.

Per sostenere questa iniziativa e dare possibilità di ricevere gratuitamente la parrucca abbiamo bisogno del vostro aiuto effettuando una donazione all’ Alcli di Rieti:

Banca Intesa San Paolo

IBAN IT80F0306914603000003010265

causale: Progetto Alessandra

Per ricevere informazioni scrivete a: alcli@alcli.it

 



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