Flat-tax articolazione della proposta – TASSE (11)

FLAT-TAX articolazione della proposta

Come abbiamo accennato la macro differenza tra la sinistra-centro e il centro-destra è l’atteggiamento nei confronti delle TASSE.

Non troppa demagogia

Senza fare troppa demagogia credo di poter affermare (considerata l’esperienza di questi ultimi governi NOMINATI tecnici o pseudo tecnici) che la sinistra non è attrezzata culturalmente (a meno che non si parli delle cooperative) per comprendere che le TASSE non direttamente connesse alla fornitura di un servizio specifico al cittadino, sono sostanzialmente risorse economiche sottratte alla libera iniziativa privata, l’unica vera opportunità che l’ ITALIA ha per rimettere in moto il PIL, cominciare a recuperare un po’ di terreno e magari creare qualche nuovo vero posto di lavoro degno di questo nome.

Resistenza al cambiamento

Come abbiamo accennato negli articoli precedenti ogni CAMBIAMENTO, richiede uno sforzo immane per esser realizzato, la causa è principalmente addebitabile ad una sorta di resistenza da parte di coloro che sono soggetto/oggetto del cambiamento, infatti come minimo bisogna re-imparare nuovi compiti, nuovi lavori, lasciare le vecchie poltrone a forma del deretano di coloro che le hanno occupate e sedere magari in nuove poltrone più dure e senza cuscino. Come dice il prof. Cottarelli ogni recupero di efficienza corrisponde a qualcuno che perde qualche privilegio e ciò terrorizza. Sempre perché i politici sono alla perenne ricerca del consenso.

Flat-tax e la fata turchina

Abbiamo già ricordato che il ministro Padoan ha dichiarato che la Flat-Tax è una cosa da fata turchina, il prof. Martino ha definito questa frase cometipica reazione di un burocrate abituato a  fare sempre le stesse cose e che impazzisce di fronte alle novità. Pensavo avesse un’intelligenza in grado di capire il nuovo”. Pensate che anche la Confindustria del presidente BOCCIA ha dichiarato di essere favorevole alla Flat-Tax.

Chi avendo lavorato all’interno di una organizzazione non si è scontrato almeno una volta con il partito del “NON SI PUO’ FARE”? Io che ho di fatto lavorato sempre in ambito organizzativo di aziende (grandi, medie e piccole) mi ci sono scontrato spesso e dove si affermava con decisione che non si poteva fare alla fine si è fatto con la soddisfazione di tutti. Occorre la volontà politica reale e concreta per fare innovazione, cambiamenti e miglioramenti.

Ma torniamo alla flat-tax (proposta di Forza Italia meglio comunicata e quindi meglio compresa).

Il partito del NON SI PUO’ FARE

I detrattori (la sinistra in genere e il governo attuale in particolare) dicono che NON SI PUO’ FARE perché costerebbe almeno 75 miliardi di euro. Ovviamente questi detrattori affermano ciò sempre perché pensano di dover far miracoli ossia senza cambiare nient’altro, come dire a bocce ferme.

FLAT TAX dettagli della proposta di F.I.

Ma la proposta di F.I. è molto articolata. Intanto parliamo di un costo inziale calcolato intorno ai 50 miliardi di euro che non produrrà alcun buco in quanto unitamente all’adozione dell’aliquota unica per tutti del 23% si:

  1. ridurranno e semplificheranno le cosiddette TAX-EXPENDITURES ossia l’incredibile quantità di deduzioni e detrazioni a vario titolo che sono distribuite su ben 296 voci diverse per un ammontare di mancato gettito di circa 175 miliardi di euro;
  2. si recupereranno ossia saranno eliminate in quanto sostituite dall’aliquota unica al 23%, circa ulteriori 30-35 miliardi di euro dai trasferimenti alle imprese, ossia risorse trasferite ad alcune imprese con criteri non sempre trasparenti e uguali per tutte le imprese e per tutti i settori;
  3. emergerà un grande imponibile fiscale dalle attività cosiddette in nero ossia quelle attività, almeno nominalmente sconosciute al fisco e che quindi non producono gettito, si prevede di recuperare con la tassa piatta almeno altri 30 miliardi di gettito;
  4. il nuovo regime fiscale porterà ovviamente (per il cambio di normativa) alla decadenza di un numero incredibile di contenziosi con l’erario che ad essere pessimisti dovrebbe portare nelle casse dello Stato almeno altri 10 miliardi di euro;
  5. la vendita dei beni confiscati alle mafie (oggi confiscate si ma spesso ancora nella disponibilità delle stesse famiglie) per un ammontare di circa ulteriori 25 miliardi di euro;
  6. da non sottovalutare i vantaggi della riorganizzazione dello Stato che oltre ad una migliore efficacia del lavoro porterà al recupero di circa 20-25 miliardi di euro all’anno.

Con questo programma e con l’andata a regime di questa innovazione, epocale per lo Stato Italiano, il mostruoso debito pubblico italiano in pochissimi anni (intorno a 3-5 anni) rientrerà abbondantemente nei parametri europei (circa il 60% del PIL) sia per il pagamento dei debiti sia per l’incremento atteso (quasi subito al 3%) della crescita del PIL italiano.

Alternativa (Mattarella e Gentiloni)

In questi anni con la pressione fiscale oltre il 48%, i grandissimi sacrifici delle imprese che ha visto chiusure, suicidi e trasferimento all’estero, e l’impoverimento di una gran fetta di famiglie italiane ha prodotto un asfittico incremento dell’occupazione attraverso lavori quasi indecorosi, mal pagati e a tempo determinato, una lievissima ripresa della crescita, dovuta più a fattori esterni già ricordati ma, in compenso, con un importante incremento del già mastodontico debito pubblico di circa al 140 miliardi di euro.Vogliamo continuare così?
 



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