Destra e sinistra ci sono ancora TASSE (10)

Destra e sinistra ci sono ancora in ITALIA

Quando affermiamo che destra e sinistra in politica non esistono più, almeno in Italia, facciamo più un atto di fede che una descrizione della realtà.

Le differenze ci sono ancora e sono fondamentali, radicalmente opposto è il modo di vedere il ruolo dello Stato sulla cosa pubblica.

Paesi progressisti

Oggi è indiscutibile che tutti i paesi che si autodefiniscono progressisti, in cui lo Stato è molto ingombrante, presente e dirigistico, il livello di tassazione è molto elevato, indistintamente su ogni settore ed attività. Nel contempo NON sempre alla tassazione elevata corrisponde un’elevata qualità ed estensione dei servizi al cittadino ed un corrispondente livello di benessere.

Paesi conservatori

Al contrario nei paesi, definiti conservatori, dove lo Stato è meno ingombrante, meno invadente e meno incombente sulle attività private, la tassazione è meno pesante e parallelamente la condizione economica del paese è migliore: vi è maggiore sviluppo, un PIL in crescita (o, se in presenza di crisi, stabile) comunque non in recessione e un debito pubblico meno rilevante con un conseguente più elevato livello di benessere della popolazione.

In Italia siamo giunti ad una pressione fiscale tale che la stessa sinistra di governo ritiene necessario diminuirla, ma ovviamente con modalità selettive e con l’intento di ridistribuire il reddito al fine di migliorare il livello economico dei cittadini con il reddito al di sotto della cosiddetta soglia di povertà. Ma non ci si chiede e non si analizza come e perché siano aumentati i nuclei familiari scesi sotto la fatidica soglia di povertà.

Non siamo in grado di fare un’analisi quantitativa ma possiamo farla almeno qualitativa!

La situazione si è aggravata con la crisi economica avente sì origine esogena al nostro paese ma che ha creato danni più elevati per le molte cause endogene e soprattutto per la mancanza di interventi tempestivi e ben indirizzati per limitare i danni suddetti.

Le malattie dello Stato Italiano

Essenzialmente, nei precedenti articoli abbiamo visto che le malattie gravi e invalidanti sono:

  • la burocrazia insostenibile;
  • una giustizia lenta e incerta;
  • una pressione fiscale insostenibile;
  • altre legate alla necessità di ridefinire ruoli e compiti di molte istituzioni nazionali e periferiche che nel tempo hanno visto sfumare i confini di competenza e visto decadere l’efficacia degli interventi.

Ognuna di queste “malattie” ha una sua eziologia e di conseguenza delle sue “terapie” ma, notoriamente, ogni cambiamento/adeguamento di qualsiasi organizzazione incontra, forti resistenze; nello Stato, i cambiamenti diventano molto ma molto più difficili da realizzare.

Una delle proposte del centro-destra

Il centro-destra, in questa campagna elettorale, ho proposto una rivoluzione fiscale con l’introduzione della FLAT TAX.

Tutti hanno ormai compreso che flat tax significa tassa piatta ossia caratterizzata da tassa calcolata con una percentuale sul reddito: contenuta nel valore e uguale per tutti, singoli individui, professionisti, imprese.

Ovvio che una simile proposta ha scatenato le critiche di tutte le sinistre, e di tutto l’establishment politico che in qualche modo trae linfa vitale dalla fiscalità nazionale.

Il primo a proporre in Italia una forma di flat tax, prima come liberale poi all’interno del centro-destra fu il prof. Antonio Martino (ancora prima del fatidico 1994) allievo dell’ideatore di questa forma di tassazione ossia il prof. Milton Friedman di cui il prof. Martino è stato allievo negli USA.

Il primo governo Berlusconi voleva applicarla, ma non se ne era parlato nei programmi prima delle elezioni e l’ignoranza di alcuni alleati nella coalizione di centro destra resero impossibile l’attuazione della flat tax neanche in una forma più blanda.

Questa volta la condizione politica è diversa, i tre partiti principali della coalizione hanno firmato un programma di governo in cui la flat tax compare al primo punto quindi in caso di vittoria del centro destra è probabile che si riesca ad applicarla ciò nonostante le opposizioni.

Nel prossimo articolo preciseremo meglio i contorni di questa flat tax ne evidenzieremo gli obiettivi principali ed analizzeremo le ragioni degli oppositori come il ministro Padoan che ha definito la flat tax una cosa da fata turchina.

 



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