TASSE (9) La flat tax come e perché

Due obiettivi urgenti: semplificazione normativa e flat tax

Abbiamo concluso il precedente articolo affermando che due sono gli interventi di reingegnerizzazione da fare PRIORITARIAMENTE in Italia, prima di iniziare a respirare, essi sono:

  1. il riassetto legislativo/normativo passando attraverso il metodo della semplificazione e dei testi unici;
  2. la rifondazione dell’intera struttura fiscale, di cui la proposta del centro-destra Flat Tax è la più urgente ma non la sola; l’ideale sarebbe: udite, udite anche il cambio di tutto il personale addetto (o la gran parte di esso) perché al cambio della normativa deve corrispondere un cambiamento della forma mentis impossibile da ottenere da chi per anni ha svolto un compito  da sceriffo di Nottingham, naturalmente, senza licenziare nessuno ma applicando un sano ed intelligente job-rotation.

Con maggiore calma poi sarà indispensabile continuare con una stagione di rifondazione dello Stato con altre ristrutturazioni sulle non tantissime aree dove lo Stato deve essere presente in modo discreto e autorevole.

Il riassetto legislativo/normativo

Questo punto è molto complesso e non è l’argomento centrale di questo articolo per cui mi limito a spiegare quale dovrebbe essere l’obiettivo. Occorrerebbe individuare, nel modo il più condiviso possibile tra tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento, delle aree di intervento dello Stato facendo corrispondere a ciascuna di esse un TESTO UNICO di leggi e normative (che sostituiscono tutte quelle attuali con i vari rimandi e riferimenti illeggibili) atte a regolarle per dare credibilità, efficacia ed efficienza all’azione dello Stato stesso.

La rifondazione della struttura fiscale del paese

Il secondo punto è invece URGENTE ED ESSENZIALE, per tre ordini di motivi:

  1. il più urgente motivo è che gli altri paesi dell’UE e del resto del mondo crescono più dell’Italia e quindi con i loro PIL più in salute, il loro debito pubblico, già meno spaventoso del nostro, pesa molto meno e quindi probabilmente il Q.E. (quantitative easing) di Draghi, potrebbe trovare minore giustificazione, se dovesse essere, o anche solo sembrare, che a beneficiarne fosse solo l’Italia gli “amici” tedeschi si inventerebbero un modo per anticipare la scadenza di Mario Draghi da presidente della BCE (Banca Centrale Europea), scadenza comunque prevista nell’ultimo trimestre del 2019; il poco di ossigeno che stiamo respirando e che ci ha sostenuto fino ad ora è appunto dovuto al QE della BCE e alla congiuntura mondiale favorevole (costa materie prime, ecc.);
  2. il secondo motivo è quello che la Flat Tax (aliquota unica bassa al 23% uguali per tutti: famiglie e imprese) libera nel paese molte risorse economiche, risorse che oggi non sono in circolazione (in quanto spesa pubblica improduttiva) e non sono disponibili per un impiego produttivo; ciò porterebbe di certo ad un incremento dei consumi interni con tutti i benefici che ne conseguono nonché una disponibilità di maggiori capitali per le imprese che potranno in tal modo investire e invertire, in modo reale e deciso, l’andamento della disoccupazione senza aggettivi ossia di giovani e meno giovani; con un PIL in crescita decisa anche il nostro mostruoso debito pubblico (in mano in gran parte anche a paesi stranieri) farebbe meno paura;
  3. il terzo motivo è che questa Flat Tax (unitamente alla straordinaria semplificazione normativa ad essa connessa) diventerebbe immediatamente il mezzo più efficace per la lotta contro l’evasione fiscale; tutti sappiamo che ogni azione dell’uomo è la risultante di un semplice rapporto costi/benefici, perché rischiare l’osso del collo (galera e capitali) e sperare nei condoni quando posso pagare meno di un quarto della ricchezza da me prodotta rispetto al 60% – 70% (nel caso delle imprese) di oggi?

Si potrebbe fare un piccolo calcolo come singoli cittadini: prendete l’imponibile fiscale dal vostro ultimo mod. 730 (o altro che sia) togliete € 12.000,00 di no tax area e solo sulla parte restante (a seconda di come verrà formulata la norma sulle deduzioni o detrazioni), togliete gli eventuali carichi di famiglia, le eventuali spese sanitarie, e gli interessi passivi di un eventuale mutuo per la prima casa applicate l’aliquota del 23% in tal modo avrete l’ammontare della vostra tassa. Sottraendo dall’imponibile fiscale il valore della tassa calcolata e dividendo per 13 (o 14) e si potrà ipotizzare di quanta risorsa economica in più si potrà disporre a regime. Si parla già a partire dai redditi del 2018.

Vale la pena di sottolineare, per evere un minimo di idea di cosa comporta dal punto di vista operativo la flat tax, che oggi il modello per la denuncia dei redditi è composto da 10-15 pagine corredate da circa 100 pagine di istruzioni quasi del tutto incomprensibili, mentre con la flat tax basterebbe un singolo foglio, senza istruzioni in quanto assolutamente intuitive.

A questo punto prorompe spontanea la domanda:” dove stà la fregatura? ”, ma questo è un altro discorso, ne parleremo nel prossimo articolo.

TASSE (10) come e perché.
 



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