Troppi partiti in Italia – incertezza politica

Partiti e movimenti politici in numero spropositato

Una caratteristica che differenzia di molto la politica italiana da quella di altri paesi europei e di oltre oceano è che in Italia esistono uno spropositato numero di partiti e di movimenti con l’aggiunta di molte “fondazioni” dai nomi altisonanti ma dove si fa prevalentemente politica.

In questa situazione diversi gruppi di interesse, se ne rilevano la necessità, si “adoperano”, in modo clandestino (a differenza di quanto accade in altri paesi esteri dove i lobbisti sono previsti e ammessi e dove la loro azione è più o meno controllata) per spostare in cima (o se del caso in fondo) alla lista disegni di leggi o decreti che possano favorirli o sfavorirli. Per quale ragione ciò avviene?
Oserei dire per la mediocrità della classe politica, costituita da individui benché spesso forniti di titoli accademici più o meno altisonanti, risultano scarsi in personalità, non in possesso di una leadership  tale da essere riconosciuti leader dagli altri individui che compongono lo stesso partito/movimento di appartenenza.

La conseguenza di ciò è la convinzione dei singoli politici di essere grandi statisti, di meritare una grande visibilità, un grande riconoscimento sociale, dei ruoli di guida del paese.

Nella realtà sono incapaci di coagulare attorno a loro gruppi significativi di personalità, al massimo riescono a circondarsi di figure sbiadite  con il miraggio di riconoscimenti personali immediati. L’ultimo pensiero che questi individui hanno è l’interesse del paese.
Questo fenomeno è alla base del numero assurdo di deputati e senatori che passano da un gruppo parlamentare all’altro come se stessero cambiandosi i calzini, spesso passando da un partito in cui si è stati eletti ad un altro totalmente opposto per ideali, scelte ed obiettivi politici.

Vincolo di mandato

Il vincolo di mandato è essenziale per restituire un po’ di dignità alla classe politica che oggi dovrebbe solo vergognarsi.
Come sarebbe altrettanto necessario il vincolo di condivisione del programma elettorale, non si può a legislatura iniziata discutere e ridiscutere i programmi e le varie azioni di governo, il governo si chiama ESECUTIVO perché deve eseguire ciò che gli elettori hanno condiviso ed accettato votando questo o quel partito. Spesso invece, nel corso della legislatura, leaderini insignificanti hanno un potere di ricatto che nella migliore delle ipotesi impedisce la realizzazione dei programmi elettorali quando non fanno cadere i governi o addirittura sciogliere le camere. Un retaggio della prima Repubblica, dove i governi duravano in media un solo anno. Chi sarà in grado di cambiare questo stato di cose?

 



6 Commenti

    • Anteo, non sono proprio d’accordo che con i troppi partiti c’entri poco. Perché i troppi partiti con una legge elettorale complice, fatto ad hoc per rendere necessarie le coalizioni, obbligano i partiti a federarsi quando non ad unirsi, ciò regala potere contrattuale (leggi ricatto) a micro partiti che da soli non potrebbero neanche andare a comprare le sigarette. Non so se ricordi ma nel 1994 Berlusconi vinse le elezioni e realizzò gran parte del programma presentato nell’arcinota puntata di Porta a Porta ma non riuscì a realizzare la flat tax (allora non chiamata così) grazie ai suoi alleati con i nomi che finivano in “ini”: Casini, Follini,Baccini, Fini, ecc e a poco vale che questi mini politici oggi siano finiti quasi del tutto nel dimenticatoio. Tornado a Trump i risultati della sua gestione parlano da soli, mentre la guerra che gli stanno facendo i progressisti americani la dice lunga su quanto questi signori siano attaccati al potere. Temo che questa elite non ben definita abbia ben altri obiettivi oltre al potere, obiettivi di modifica dell’ assetto socio/economico dell’intero pianeta. Spero di esagerare!

      • era solo una pietra nello stagno! Ovviamente quello che dici è vero, ma è solo una parte della verità. Comunque rimango dell’idea che le categorie che utilizziamo (tutti) per declinare la realtà, siano diventate insufficienti in quanto il reale è diventato troppo complesso. Un esempio: la riforma sanitaria americana per essere valutata avrebbe necessità di prendere in considerazione così tante variabili (sociale, economica, politica etica…….) da rendere più semplice rifugiarsi nell’ideologia! Altro esempio cui si può applicare quanto sopra: meritocrazia italiana……. Per quanto tu immagini di aver esagerato, oggi c’è sempre la possibilità di esagerare di più. Un mia amico diceva chePE FORTUNA LA TERRA FERMA TUTTO Ciò CHE CADE, MA C’è SEMPRE LA POSSIBILITà DI SCAVARE!!!!!

        • Quanto è vero ciò che dici! La difficoltà nasce tra l’altro nella non assoluta trasparenza di chi parla, al di là del fatto che ognuno di noi riesce o meno a trasmettere al meglio ciò che intende dire, vi è oggi la tendenza ad applicare ciò che io chiamo la “tecnica del mixer”, ossia quella tecnica, in particolare dei politici in genere, ma in particolare di quelli italiani, che miscelano verità e non voglio dire le menzogne ma interpretazioni di parte si, eccome! Ciò porta l’ascoltatore ha capire ciò che più ritiene vicino al suo modo di pensare e a sua volta a trasmettere proprie interpretazioni magari collocate arbitrariamente in modo più o meno consapevole, in categorie errate. Ecco perché oggi serve informarsi da più fonti ed acquisire, se possibile, la massima capacità di valutazione… che sempre valutazioni rimarranno!

          • e questo spiega perché io intrattengo queste discussioni con te, persona che stimo e a cui voglio bene, ma di cui non condivido del tutto la posizione politica! Grazie di esserci, Tonino!

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